venerdì 5 dicembre 2008

Il dopo Terni...



Il 2008 è stato un anno importantissimo per il movimento della canoa italiana e ancora di più per la canoa discesa italiana. Da anni non si verifica una trasparenza di pensiero e uno scambio di opinioni ed informazioni come è avvenuto quest'anno tra lo staff tecnico della nazionale, i club ( intesi come allenatori e atleti) e i consiglieri federali. Grazie al corso allenatori che ho seguito a Castel Gandolfo ( Centro federale della FICK), ho potuto iniziare a vedere e percepire quelli che erano determinati ambienti . Ambienti formati da atleti che si allenavano in vista di un possibile traguardo olimpico, ex grandissimi atleti con la voglia di rimanere ancora nell'ambiente ed atleti ai tempi ancora all'apice della carriera che avevano l'umiltà e la voglia di raccontare le loro esperienze. Credo che questo nuovo corso abbia reso l'ambiente della canoa italiana più famigliare. Ora ( e correggetemi se sbaglio) ci si conosce di più tutti, si parla di più tra noi, sembra che tutti finalmente abbiamo l'unico vero e grande obiettivo di divertirsi , crescere come atleti o far crescere nuovi ragazzi/ragazze. L'ultimo anno è stata la conclusione di cambiamenti che via via sono avvenuti e che hanno portato a: 1) raduni giovani speranze impostati finalmente non solo come un gioco o un mezzo per farci vedere belli all'esterno ma con l'unico vero fine di far crescere i ragazzi convocati e trasmettere quelle esperienze che ognuno di noi aveva...Inoltre con tutta onestà e franchezza è stato bellissimo e direi anche quasi imbarazzante vedere un Robert Pontarollo mettersi a disposizione mia e di Alessandro Berton, lavorando e scherzando con i ragazzini e avere ancora la voglia e il tempo di fare gare in risalita su per il Brenta come dei ragazzini... Tutto questo ha portato un clima non da raduno della nazionale , ma un clima da club con tutti che scherzavano con tutti senza incomprensioni e con atleti del calibro di Davide Maccagnan, Viola e Bruno Risso, Luca Fianchisti e Fabio Franco a seguire i nuovi ragazzini correggiendoli e contemporaneamente con una voglia pazza di allenarsi... 2) le splendide conquiste della nazionale juniores... Ormai da anni non si vedevano atleti in K-1 maschile tra i primi 10° in Europa e al mondo, non si vedevano medaglie in gara a squadre, non si vedevano medaglie dalla canadese e non si vedevano medaglie nel K-1 femminile... 3) le numerose medaglie arrivate dai senior a Ivrea e in Coppa del Mondo . Ma non solo le medaglie...penso anche solo che al 5° posto di Mariano Bifano in K-1 sprint o al 9° di Marco Salogni o allo splendido 2° posto dopo la 1° manche di Andrea Merola che ha emozionato tutti come dei bambini o alle gare a squadre che ci hanno coinvolto tutti. Sono stato fortunato a vedere e sentire da vicino questi momenti così particolare e stimolanti per tutto l'ambiente...e vorrei si ripetessero ancora...Per questo ringrazio persone come Mayr che ha saputo stimolare tutti via telefono e non, ringrazio Robert sempre disponibile con tutti e prodigo di consigli, ringrazio Gian Vietti che ha saputo portare avanti un lavoro a livello junior centrando gli obiettivi prefissati, ringrazio i vari tecnici societari con i quali abbiamo riso , scherzato e lavorato negli ultimi anni ( vedi Niccolò Pandolfini o Alessandro Berton) , ringrazio alcuni consiglieri per i confronti avuti nel corso degli ultimi anni ( Emanuele Petromer) , ringrazio il Presidente per la sua costante presenza sui campi di gara e non, ringrazio atleti senior che si sono messi in tanti casi a disposizione dei più giovani come Carlo Mercati e Vladi Panato e ringrazio tutti gli appassionati di canoa discesa che sono sempre lì ogni giorno ad allenarsi ed a contribuire a far crescere il numero di noi discesisti, di noi che andiamo in canoa perchè ne siamo innamorati...

Inoltre cosa ancora più importante si è data parola a società, allenatori e atleti prima poco ascoltati ...forse perchè senza un curriculum che permettesse di "poter parlare " o perchè non appartenenti a certe caste o semplicemente perchè si camminava un stile calciatori...tre metri da terra per capirci. Io in questi 4 anni ho visto le cose cambiare progressivamente, dare ascolto a tutti, cercare di capire e sentire il "popolo"...

Credo che nonostante differenze politiche , di pensiero o di vita, tutti noi del grande "circo della canoa" quest'anno saremo accomunati dal sogno di continuare con tutto questo, di crescere ancora, di provare a dare il nostro contributo sperando che la dignità che spetta a uno sport olimpico prima o poi possano spettare anche a una disciplina come la discesa .....

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